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Conoscenza e incertezza ai tempi del web, a cura di Giuliano Pancaldi e Francesco Martini, 2015, 124 pp.


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Indice:

Giuliano Pancaldi e Francesco Martini: Prefazione / Piero Angela: Scienza e società. Il ruolo della scienza e della tecnologia nello sviluppo di un paese / Giuliano Pancaldi e Giovanni Perini: Frodi scientifiche? Ricerca e responsabilità sociale dello scienziato / Valerio Barberis e Marcello Marchesini: Progettare la complessità? La testimonianza dell'architettura tra urbanistica e Smart City / Christine von Borries: Il marchio di Caino o di Abele? I test del DNA e il loro uso forense / Stefano Angellara: Fidarsi dei numeri? L'affidabilità delle testimonianze tra complessità, impresa e crisi economica / Notes on contributors

Prefazione:

“La testimonianza è sempre stata relegata tra le fonti indirette di conoscenza. In parte perché - a differenza dell’osservazione, della percezione, della memoria, del ragionamento o dell’introspezione - la testimonianza presuppone l’acquisizione di informazioni da un soggetto esterno e in parte per l’incertezza che una credenza basata sulla testimonianza comunque comporta. Eppure, la proliferazione dei saperi ai tempi del web ci costringe sempre più spesso a fare affidamento su fonti indirette di conoscenza e a interrogarci sui rapporti tra conoscenza e incertezza. In tal senso il ruolo conoscitivo della testimonianza diventa dirimente e in ambito digitale il problema dell’affidabilità delle fonti e del trust sta assumendo un’importanza decisiva, come dimostrano le tecnologie di nuova generazione in merito alla certificazione delle informazioni.

La testimonianza e l’incertezza coinvolte nella trasmissione della conoscenza risultano ancora oggi poco studiate. Un antico proverbio orientale ammoniva che “quando il saggio indica la Luna lo stolto guarda il dito“. Ebbene, la contemporaneità e in particolare la fruizione delle informazioni tramite il web ci stanno presentando sempre più spesso contesti nei quali la Luna non solamente non è visibile, ma a volte neppure esprimibile. In simili casi “il dito” e colui che lo innalza diventano l’unico “dispositivo epistemico” valutabile per farsi un’idea della Luna e della sua esistenza. Questo costringe tanto gli esperti quanto il pubblico a cercare strumenti e nuove metodologie che possano rendere conto della validità degli indizi di una conoscenza.

A questo insieme di problemi sono state dedicate cinque conferenze promosse dall’Istituto di Studi Avanzati dell’Università di Bologna nel 2014, a cui hanno partecipato studiosi e professionisti di altrettanti settori disciplinari. Il risultato è stata una riflessione a più voci che ha attirato l’attenzione degli esperti tanto di area umanistica quanto di area scientifica, del pubblico colto e degli studenti universitari.